COMUNICATO STAMPA UNITARIO
Udine,18 agosto 2023
COMUNICATO STAMPA UNITARIO
Mancanza di Personale e Organizzazione carente nel Settore Pubblico e Udine e nell’intera Provincia
La carenza di personale infermieristico e operatori sanitari nell’azienda sanitaria di Udine mette a rischio la qualità dell’assistenza, mentre le promesse di assunzione sembrano vacue di realtà.
La situazione nel settore sanitario pubblico della provincia udinese è allarmante a causa della prolungata mancanza di personale infermieristico e altri operatori sanitari che nel primo semestre del 2023 sono ulteriormente calati. Questa carenza è un problema che è stato segnalato da vari attori nel settore e ha avuto ripercussioni significative sulla qualità dell’assistenza sanitaria fornita alla comunità.
La criticità risiede anche nella mancanza di una solida organizzazione nell’azienda sanitaria più ampia della regione, che comprende diverse realtà eterogenee e un vasto territorio che non ha eguali nel resto del Friuli Venezia Giulia.
La Direzione aziendale sembra essere incoerente nella sua narrazione e nei suoi annunci riguardanti l’assunzione di nuovo personale. Nel maggio del 2022 come sancito dal PAL e nel piano triennale dei fabbisogni e davanti a un tavolo ufficiale dal Prefetto e alla FP CGIL, non a un tavolo da bar, il Direttore dott. Caporale aveva annunciato e promesso l’assunzione di oltre 500 nuove persone e aveva dichiarato che il reclutamento era già in corso. Peccato che i documenti aziendali PAL 2023 e secondo rendiconto infrannuale 2023 attestino che 8849 dipendenti al 31.12.2022 a fronte dei previsti 9406 Tuttavia, adesso emergono notizie che indicano che solo ora dopo richieste tardive di alcuni, verranno prese in considerazione. Come se non bastasse, dagli stessi documenti si evince che l’azienda programma un fabbisogno per fine 2023 di 9512 dipendenti di cui 3563 infermieri, mentre sappiamo che al 30.06.23 i dipendenti sono addirittura calati rispetto all’anno scorso a 8826 e gli infermieri al 30 giugno sono calati ulteriormente a 3270. Questa incertezza e mancanza di coerenza sollevano perplessità sulla serietà dei piani di assunzione e suggeriscono che potrebbe trattarsi più di un’esibizione per l’opinione pubblica piuttosto che di un autentico programma di reclutamento. Sempre dal 2°rendiconto infrannuale 2023 e dalla sua relazione illustrativa in ASU FC si nota che i costi relativi all’incremento del fondo produttività del personale non sono stati incrementati e che la proiezione al 31.12.23 delle prestazioni aggiuntive del comparto andranno a oltre 2,4 milioni di euro, suddivise tra emergenze/urgenza e altro e si avrà un costo per la libera professione stimato al 31.12.23 di oltre 3 milioni di euro senza incidere minimamente sui tempi di attesa.
Inoltre, si fa notare che la strategia di incentivare il personale esistente, con tariffe più elevate per far fronte alla carenza di personale è insostenibile nel lungo termine.
Il personale già presente è costantemente sottoposto a turni massacranti e non ha neanche il tempo di bilanciare il proprio tempo di vita. Ciò rischia di causare esaurimento e demoralizzazione tra i professionisti, con effetti negativi sulla qualità dell’assistenza fornita.
La situazione è resa ancora più critica dalle dimissioni in aumento e dalla mancanza di programmazione adeguata delle assunzioni.
Le liste d’attesa si allungano, e i territori che si estendono dalla montagna al mare, sono privi dei servizi e dei professionisti di cui hanno bisogno.
Questa mancanza di risorse ha anche un impatto sulle grandi apparecchiature ( dalle risonanze alle TAC ), che funzionano in modo discontinuo e inefficace.
Nonostante siano stati stanziati finanziamenti regionali nel 2023, la mancanza di indicazioni chiare da parte della Regione non aiuta un utilizzo efficace di queste risorse.
In sintesi, la situazione nella sanità pubblica di Udine e provincia richiede un approccio organizzativo più solido e una pianificazione delle assunzioni che sia allineata alla reali esigenze del territorio.
Altrimenti, la qualità dell’assistenza e la salute del personale sanitario rischiano di subire ulteriori compromissioni.